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Le Reflex Capitolo 2.8: Bilanciamento del bianco

Il bilanciamento del bianco, anche detto White Balance (WB), è uno degli aspetti principali della fotografia digitale.
Si tratta di un sistema elettronico presente nelle fotocamere digitali, che funziona grazie ad un dispositivo che "legge" la sfumatura di colore della fonte di luce principale presente nell'immagine che si vuole immortalare e la utilizza come riferimento per bilanciare tutti gli altri colori presenti. In questo modo si ottengono fotografie dai colori naturali.
Il bilanciamento del bianco può essere impostato sia su Automatico sia su Manuale.
Nel primo caso, non sempre il risultato che si ottiene è naturale; ad esempio, quando l'illuminazione della scena è di tipo misto (luce naturale-luce artificiale) e la fotocamera non riesce a distinguere la fonte di riferimento principale. In queste circostanze è opportuno affidarsi alle modalità di bilanciamento del bianco pre-impostate che solitamente sono cinque: sole, cielo coperto, luce artificiale al tungsteno (o a incandescenza), luce artificiale a fluorescenza, flash. Esse indicano alla fotocamera la sfumatura di colore da utilizzare come punto di riferimento per bilanciare gli altri colori presenti nell'immagine. È possibile poi ottenere vari effetti, ma è necessario sperimentare le varie impostazioni.
Nel caso in cui con il bilanciamento automatico non si ottengono risultati soddisfacenti, si deve impostare il bilanciamento manuale ed inquadrare una qualsiasi superficie di colore bianco neutro, ad esempio un foglio, illuminata dalla stessa luce che si vuole bilanciare, assicurandosi che tale superficie occupi tutta l'inquadratura. A questo punto tramite i comandi indicati nel manuale d'uso della propria reflex occorre memorizzare l'impostazione del bianco inquadrata. In questo modo la fotocamera utilizzerà quell'impostazione per bilanciare i colori delle foto. È bene chiarire che ogni raggio di luce ha un proprio colore, che varia in base alla temperatura del raggio. Maggiore è quest'ultima, più il colore tende al blu, viceversa minore è la temperatura, più il raggio luminoso tende al rosso. Nel caso intermedio si ha una situazione di bianco o giallognolo.

A questo proposito si parla di temperatura-colore, che si misura in gradi Kelvin (°K), la cui scala, legata allo spettro dei colori visibili, orientativamente va da 1900 °K (temperatura della luce prodotta da una candela > poco calore = luce rossa) a 10000 °K (temperatura prodotta da un cielo sgombro di nubi > molto calore = luce azzurra).
Detto questo è importante non fare confusione, poiché istintivamente la parole calore fa pensare al rosso, viceversa il freddo all'azzurro. La scala della temperatura colore ci insegna però il contrario. Se dal punto di vista della tonalità un colore è caldo, da quello della temperatura-calore è un'emissione luminosa fredda.
  • Max70 ha messo Mi Piace


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