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World Press Photo 2017, una mostra da visitare alla Galleria Carla Sozzani

Photo Credit: Burhan Ozbilici, The Associated Press

La World Press Photo Foundation è un’organizzazione indipendente e senza scopo di lucro avente sede ad Amsterdam,
nei Paesi Bassi. Il premio World Press Photo fu fondato nel 1955 dal sindacato dei fotoreporter olandesi, che ebbero l’idea di creare un concorso internazionale per estendere i confini del loro concorso locale, “Camera Zilveren”, con la speranza di trarre beneficio dal confronto con il lavoro dei colleghi internazionali.
Fin dall’inizio, la WPP Foundation sostiene il giornalismo visivo attraverso mostre e programmi di ricerca e di formazione, per ispirare ed educare i fotografi e il loro pubblico con nuove intuizioni e prospettive.

Una segreteria senza diritto di voto tutela l’equità del processo di selezione ed esposizione, con l’unico vincolo che tutte le immagini premiate vengano esposte senza censura. Ogni anno la World Press Photo Foundation riunisce le fotografie vincenti in una mostra itinerante in 45 paesi, tra cui Cina, Danimarca, Germania, Italia, Paesi Bassi, Spagna, Emirati Arabi, ed è vista da più di 4 milioni di persone.

80.408 immagini scattate nell’anno precedente da 5.034 fotografi provenienti da 125 Stati, sono questi i numeri del World Press Photo 2017. La proclamazione dei vincitori è avvenuta nel mese di febbraio, ma dallo scorso 7 maggio la mostra ha aperto i suoi battenti presso la Galleria Carla Sozzani a Milano, che da ventitrè anni ospita il World Press Photo arrivato quest'anno alla sua 60-esima edizione.

Il World Press Photo premia il fotografo che nel corso dell’ultimo anno, con creatività visiva e competenza, sia riuscito a catturare o a rappresentare un avvenimento o un argomento di forte rilevanza giornalistica.

I premi sono suddivisi in otto categorie, ciascuna distinta in “scatti singoli” e “storie”: Attualità, Vita Quotidiana, Notizie Generali, Progetti a Lungo Termine, Natura, Ritratti, Sport e Spot News, e destinati a 45 fotografi di 25 nazioni: Australia, Brasile, Canada, Cile, Cina, Repubblica Ceca, Finlandia, Francia, Germania, Ungheria, India, Iran, Italia, Pakistan, Filippine, Romania, Russia, Sudafrica, Spagna, Svezia, Siria, Nuova Zelanda, Turchia, Regno Unito e Stati Uniti.

La mostra, ben curata nel suo sviluppo e nella sua fruibilità, racconta l'anno passato visto dagli occhi dei fotoreporter di tutto il mondo e permette di soffermarsi sui singoli scatti, ma anche di apprezzare in modo più approfondito i lavori della serie 'Stories' che giudica un portfolio di 5-10 scatti. In questo senso l'allestimento della mostra aiuta a cogliere i lavori nella loro interezza al primo colpo d'occhio ed in alcuni casi riesce a darne anche una buona idea dello sviluppo temporale.

La giuria internazionale di quest’anno, presieduta da Stuart Franklin, fotografo di Magnum Photos, ha decretato come vincitore della Foto dell’anno 2016 e della categoria Spot News, Burhan Ozbilici, fotografo turco che opera per l'Associated Press da ormai 28 anni e che con "An Assassination in Turkey" ha ritratto Mevlüt Mert Altıntaş, l’attentatore dell’ambasciatore russo in Turchia, Andrei Karlov, dopo l’omicidio del 19 dicembre 2016, in una galleria d’arte ad Ankara.

La foto dell'omicida, in posa da rockstar sul palco e che impugna la pistola gridando "Non dimenticate Aleppo! Non dimenticate la Siria! Vendetta!" ha impresso nella mente degli osservatori quei pochi attimi trascorsi dopo che l'ambasciatore è stato ripetutamente colpito alle spalle.

Nell'allestimento della mostra si può apprezzare il lavoro del fotografo turco nella sua interezza: in piccolo uno scatto dell'ambasciatore durante il suo discorso, ma soprattutto tutte quelle a seguire, in cui il fotoreporter ha dimostrato una freddezza che pochi avrebbero saputo esibire.

La sequenza degli scatti di Burhan Ozbilici mostrano il cadavere dell'ambasciatore, i momenti concitati dell'assalitore che punta l'arma verso il pubblico, nei lunghi secondi in cui ha fatto il suo discorso, prima di essere a sua volta ucciso dalle forze di sicurezza. Il reportage del fotografo dell'AP è completo, infatti egli ha anche rivolto la sua fotocamera proprio verso il pubblico, documentando anche il terrore negli occhi delle persone presenti in sala.

Tra i fotografi italiani sono quattro quelli ad aver ricevuto il premio: Giovanni Capriotti con Boys Will Be Boys, primo classificato nella sezione Sport-storie; Francesco Comello con Isle of Salvation terzo posto nella sezione Vita Quotidiana-storie; Antonio Gibotta, dell’agenzia Controluce con Enfarinat, terzo classificato nella categoria Ritratti-storie e Alessio Romenzi con We are not Taking any Prisoners terzo nella categoria Notizie Generali-storie.

La mostra, partita il 7 maggio, si terrà presso la Galleria Carla Sozzani in Corso Como 10 a Milano, tutti i giorni fino all’11 giugno 2017, dalle ore 10.30 alle ore 19.30 mentre mercoledì e giovedì osserverà l'orario 10.30 – 21.00. (Tel. 02.653531, Fax 02.29004080, [url="""]http://www.galleriacarlasozzani.org­­­­­­)[/url]


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