Jump to content





Discussioni Recenti



Ultimi Prodotti

Account Premium 1 Anno
L'account premium ti darà diritt...
€ 24.40
Global Header
Banne presente nella Header dell...
€ 12.20


- - - - -

Francesca Woodman

Attraverso lunghe esposizioni e doppie esposizioni, Francesca Woodman è spesso la protagonista dei propri scatti, rendendo il proprio corpo parte dell’ambiente circostante (...)


Il 3 aprile 1958 nasceva a Denver Francesca Woodman, fotografa statunitense figlia di un pittore e di una ceramista. Benché l’America fosse la sua terra natale, Firenze fu per lei casa di varie vacanze estive, ma anche il luogo dove frequentò la seconda elementare e prese lezioni di pianoforte.
Seppur la carriera fotografica di Francesca Woodman durò pochi anni, fu talmente intensa e particolare da farla diventare una figura significativa. Si appassionò alla fotografia molto presto, sviluppando le sue prime foto a soli 13 anni. Diversi anni dopo, tra il 1975 e il 1979 frequentò la RISD (Rhode Island School of Desing), dove a colpirla furono le opere di Man Ray e Duane Michals. Successivamente tornò in Italia, a seguire i corsi europei del RISD a Roma, insieme all’amica Suzanne Santoro.
Attraverso lunghe esposizioni e doppie esposizioni, Francesca Woodman è spesso la protagonista dei propri scatti, rendendo il proprio corpo parte dell’ambiente circostante, a volte claustrofobico, creando una serie di immagini molto particolari. La nudità, presente nella maggior parte delle sue immagini, conferisce all’istantanea (che a volte non lo è) un aspetto diverso dalle foto degli ultimi decenni del XX secolo: foto mosse, sfocate, con elementi casalinghi apparentemente senza senso, lenzuola lanciate per aria, rendono la fotografia di Francesca Woodman una firma personale, dove l’artista esprime una propria visione del mondo, fondendo il corpo con lo spazio adiacente. Il proprio Io, elemento che riempie il fotogramma è pure qualcosa che sfugge; nonostante il luogo in cui è ambientata la foto sia ben definito, spesso la figura di Francesca sembra cambiare idea all’ultimo momento, sembra cercare di fuggire via. Si muove, e ne lascia traccia nello scatto.



Nel 1977, durante il suo soggiorno a Roma, Francesca entra alla Moldoror, una libreria romana, presentandosi al proprietario Giuseppe Casetti come una fotografa e consegnandogli alcune sue fotografie. Da quel momento apparentemente insignificante nasce una collaborazione e un’amicizia con Giuseppe, che in futuro fornirà i “mattoni” per la sua prima e unica opera pubblicata durante la sua vita. Nel 1978 i librai di Maldoror ospiteranno la sua prima mostra, dove Francesca non si farà viva, seppur ci avesse lavorato molto. Un’amica la ritroverà davanti casa emotivamente provata.

Nel quartiere di San Lorenzo scopre un ex pastificio, dove nota un luogo ideale per ritrarsi un’altra volta: nella foto vediamo lei, nuda, e subito dietro l’angolo una calla. Dalla delicatezza del suo corpo e del fiore alla durezza dei muri scrostati.



Ritornata negli Stati Uniti, a New York pubblica “Some Disordered Interior Geometries”, la sua prima opera costituita da un libro di geometria per bambini delle elementari con quindici fotografie incollate al suo interno, nelle varie pagine. La sua opera appare come un’autobiografia intima e complicata, disordinata appunto. Una sua personalissima storia fotografica. Tra formule geometriche, enunciati e triangoli compare lei, delicata, a raccontare la sua esistenza e le sue sensazioni. Il libro era fornito dalla libreria Moldoror di Roma.

Dalle ultime lettere che Francesca scrisse ai suoi amici romani si nota la nostalgia di quel che fu a Roma, disagio forse amplificato dalle difficoltà di affermarsi professionalmente nella grande metropoli. Il voler tornare a Roma era contrastato dalla sua neo attività professionale da far crescere e far conoscere alla nuova realtà della grande metropoli.

Confessa che piuttosto vorrebbe morire giovane per evitare che tutte le sue fragili creazioni siano spazzate via da quel mondo dell’arte, che le appariva emblematico e duro anche coi più sensibili.

“Ho dei parametri e a questo punto la mia vita è paragonabile ai sedimenti di una vecchia tazza di caffè e vorrei piuttosto morire giovane, preservando ciò che è stato fatto, anziché cancellare confusamente tutte queste cose delicate”

Pochi giorni dopo la sua prima opera pubblicata, il 19 gennaio 1981 Francesca decide di andare via, saltando da una finestra del Barbizon Building.

“L’unico problema è che il mondo dell’arte qua ti dimentica se vai via cinque minuti”

E così è andata via, per sempre, ma non l’abbiamo dimenticata.





Le fotografie qui presentate, nel rispetto del diritto d’autore, vengono riprodotte per finalità di critica e discussione ai sensi degli articoli 65 comma 2, 70 comma 1 bis e 101 comma 1 Legge 633/1941.
  • GTgroove and Gabri like this


0 Commenti